Mercoledì 25 aprile 2012, alle ore 12 la Sezione “Sparviero” dell’ANPI di Cadoneghe deporrà fiori in ricordo dei caduti per la Liberazione al cippo ai 4 martiri in Strada Statale del Santo – località Terraglione.
L’ANPI di Cadoneghe ha ritenuto che il 25 Aprile 2012 fosse associato al ricordo di questi 4 giovani, caduti il 29 aprile 1945, combattendo contro i nazifascisti. E con questa piccola cerimonia vuole dare inizio ad una opera di risveglio delle nostre coscienze per rivalutare l’azione dei giovani e di quella parte del popolo, umile e operosa che combatté e ancora combatte per un mondo più giusto contro le sopraffazioni e le tirannie, anche a costo del sacrificio supremo.
I fatti.
Le truppe anglo-americane nell’aprile 1945 risalivano la Penisola combattendo aspramente contro quelle naziste e i collaborazionisti fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Nelle zone ancora occupate dai nazifascisti lottavano con fierezza e determinazione le formazioni partigiane che trovavano l’appoggio delle popolazioni locali, stanche della guerra e dei disastri civili e morali provocati da vent’anni di Fascismo.
Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia aveva concordato con gli Alleati di combattere apertamente i nazifascisti per impedirne la riorganizzazione in nuovi fronti (come la Linea Gotica) che avrebbero ulteriormente allungato i disastri della guerra.
Gli Anglo-americani entrarono a Padova nella mattinata del 29 aprile. La città però era già stata liberata con aspri combattimenti dalle azioni partigiane che nei giorni precedenti avevano scompaginato le difese in città e in vari parti del territorio circostante. Era stato il Battaglione Sparviero, il più organizzato per antica tradizione di lotte sociali, che aveva messo in scacco vari reparti fascisti e dello stesso esercito tedesco non solo nelle nostre contrade di Cadoneghe, Vigodarzere, Vigonza, Limena ma nella stessa città e in particolare nella periferia nord. Tutte le testimonianze lo vedono impegnato direttamente o dando supporto ad altri gruppi cittadini nei giorni dal 23 al 30 aprile in numerose incursioni quasi sempre vittoriose. Fondamentali risultarono specialmente le varie azioni di guerriglia che scompaginarono la X^ MAS che stava attestandosi sulla linea del Brenta per sbarrare la strada agli Alleati. Nelle numerosissime operazioni caddero tuttavia anche molti giovani patrioti. Se voi andate lungo il tracciato di questo fiume troverete ancora alcune delle lapidi che ne ricordano il sacrificio.
Fra gli ultimi, questi 4 che furono uccisi in combattimento contro pattuglie tedesche che risalivano da Limena e cercavano di sfondare oltre il Muson.
Fu grazie alla lotta di giovani come questi che l’Italia poté in parte riscattarsi dall’ignominia di una guerra disastrosa fatta dal Fascismo contro altri popoli europei e per aver ridotto l’Italia in macerie, avendone prima cancellato la democrazia ed aver inventato le stesse leggi razziali.
Qualcuno ha detto che il loro martirio poteva essere evitato, che avrebbero potuto restare nascosti aspettando l’arrivo degli alleati. Chi ancora ora propone questa versione della storia è come se invitasse ognuno di noi alla rassegnazione, ad accettare che dòmini l’arbitrio, che i giovani di fronte all’ingiustizia e alla esclusione chinino il capo e rinuncino alla dignità.
IL CIPPO RECA QUESTE PAROLE:
In ricordo dei partigiani:
Piotto Aldo anni 23
Maiolo Italo anni 28
Marcato Severino anni 31
Cesaro Antonio anni 37
caduti combattendo
le orde nazifasciste in ritirata
Il 29 aprile 1945
Rabbia fascista distrusse
amore di popolo ricostruì
Cadoneghe, 25 aprile 1959

Nella foto si riconosce il sindaco Virginio Benetti, detto “Il moro”.